martedì 30 luglio 2013

Arcisate-Stabio, bandiera nera a Cattaneo

“Per la superficialità e l’approssimazione, di cui è politicamente responsabile, con le quali sono stati condotti le procedure di appalto e l'avvio dei lavori della tratta ferroviaria Arcisate-Stabio, opera strategica per il territorio. Per aver dunque lasciato senza servizio ferroviario e con un cantiere fermo i centri della Valceresio, privilegiando contestualmente l'avvio e la prosecuzione di costose e inutili opere stradali.”
E’ questa la motivazione con cui Legambiente ha deciso di assegnare una bandiera nera all’ex assessore alle infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nell’ambito della campagna “Carovana delle Alpi”dedicata alla tutela del territorio alpino e prealpino.

Il riconoscimento negativo è stato voluto dal coordinamento dei circoli di Legambiente della provincia di Varese, e in particolare del circolo della Valceresio, per la vicenda ancora irrisolta del cantiere della ferrovia Arcisate-Stabio.
“E’ un’opera che, se ben congegnata, potrebbe risultare strategica – è scritto nel dossier che raccoglie le bandiere nere e le bandiere verdi assegnate nel 2013 dalla “Carovana della Alpi” -per rinnovare e potenziare il trasporto pendolare sulla linea Porto Ceresio- Varese-Gallarate-Milano, dato che la sola Valceresio è un bacino d'utenza di 45.000 abitanti. E, inoltre, per riattivare un collegamento ferroviario tra Varese e Como attraverso il territorio del Canton Ticino, costituire una bretella di collegamento tra la direttrice del Gottardo e quella del Sempione saltando il nodo di Milano, fare da collegamento ferroviario tra la provincia di Varese e Mendrisio-Lugano.”
Il progetto prevede il rifacimento ed il parziale interramento della linea esistente interna ai comuni della valle ed un nuovo tratto che attraversa la Valle della Bevera, un'area di particolare valore ambientale e paesaggistico. Il tutto concluso entro settembre 2014.
“La realtà è una serie di ritardi, complicazioni, tira e molla. Il progetto e le conseguenti procedure di appalto avrebbero richiesto una particolare accuratezza e definizione di tutti i rischi e gli impatti che l'opera presentava, a fronte di una localizzazione in un'area le cui condizioni geologiche, ambientali e paesaggistiche sono conosciute. Solo un anno fa, l'allora Assessore Raffaele Cattaneo, a fronte dei problemi emersi per la presenza nelle terre di scavo di un alto contenuto di arsenico, dei conseguenti aumenti di costi di realizzazione e delle preoccupazioni dei cittadini, dichiarava che tutto procedeva regolarmente e che la nostra tratta sarebbe stata pronta insieme, se non addirittura prima di quella svizzera.”

La situazione invece è nota: rimane ancora irrisolta la destinazione di 800.000 metri cubi di terre di scavo, che, se trasferite altrove o commercializzate, ai sensi della vigente legislazione devono essere trattate come rifiuti speciali. Nonostante la probabile presenza nella zona di arsenico di origine naturale nel terreno fosse nota, il problema arsenico nelle terre di scavo emerge quasi casualmente e determina il contenzioso con l'impresa appaltatrice.
“Il risultato della superficialità con la quale è stata affrontata la messa in opera di tale progetto – conclude Legambiente - è che, mentre il cantiere in territorio elvetico procede con tempi certi e costi definiti, in Lombardia tutto è fermo. Ai cittadini della Valceresio rimane la beffa di rimanere senza treno per molti anni e il danno delle devastazioni dei cantieri abbandonati”.

Nessun commento: