mercoledì 23 marzo 2011

Il sole il vento la terra e l'acqua: energie per la pace


Per approfondire: qui il comunicato nazionale di Legambeinte

Mentre in Giappone prosegue la conta delle vittime dello tsunami e un manipolo di eroi lotta per limitare gli effetti dei gravissimi danni al reattore nucleare di Fukushima, altre morti e devastazioni interessano il nostro Mediterraneo. C'è, di certo, un' operazione di polizia internazionale per fermare un dittatore che non ha esitato a bombardare la propria popolazione. Ma c'è anche il controllo sui giacimenti di combustibili fossili che per 42 anni hanno puntellato il trono del re d'Africa, a far sgomitare gli Stati europei nel guidare un'offensiva militare in cui, ancora una volta, si volatilizza l'Europa come Unione, e prendono quota gli interessi delle singole nazioni.
In questo spaccato di attualità c'è la contraddizione del mondo diviso: diviso per le sue istituzioni politiche ma anche per l'accesso alle risorse naturali, in primo luogo energetiche. Non sarà sostituendo una risorsa scarsa come il petrolio con una risorsa ancora più scarsa e presidiata militarmente, come il nucleare,
che si potrà sperare in un futuro di benessere e pace per la comunità globale. Per tagliare le unghie ai padroni delle energie e ai loro apparati politico-militari c'è un solo modo: attingere dalle risorse più abbondanti, disponibili e democratiche che ci siano: nessuno, nemmeno il più potente dittatore del mondo, potrà mai spegnere il sole che illumina le terre del suo vicino e concorrente, nè si potrà mai fermare la forza del vento, il calore della terra, il flusso delle onde. Un nuovo modello di approvvigionamento di energia e materie prime è indispensabile per affrancarsi dalle guerre del petrolio.In tempi di guerra, come quella appena iniziata alle nostre porte, l'impegno per l'efficienza energetica e fonti rinnovabili fa parte della nostra campagna per la pace e la risoluzione non armata dei conflitti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bellissima analisi, complimenti!