mercoledì 9 dicembre 2009

In costume per il clima!






A due giorni dall'inizio dei lavori di copenhagen continuano le nostre iniziative di sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici.Dopo l'invasione di pinguini di piazza monte grappa ieri ad essere preso di mira dai nostri esuberanti ambientalisti è stato il parco Mantegazza a Masnago.
Cinque impavidi volontari in abbigliamento estivo/balneare,chi in maglietta e pantaloncini, chi in costume da bagno e pareo hanno sfidato le intemperie del giorno dell'immacolata per farsi ritrarre sotto lo striscione giallo " sem dreè a speciaà ul natal dul 2020" sottolineando la necessità di un intervento immediato per fronteggiare l'innalzamento delle temperature ed evitare di doverci abituare a passare il natale "in spiaggia" anzichè davanti a camini accesi con la neve che fiocca fuori dalla finestra in quell'atmosfera magica a cui siamo tanto affezionati.

2 commenti:

Il presidente di Legambiente varese Dino de Simone ha detto...

In questi giorni a Copenaghen tutti i paesi del mondo stanno discutendo delle sorti della nostra cara vecchia Terra.
O, è meglio dire, di come fare in modo che i cambiamenti climatici generati dalla nostra attività, a partire dalla rivoluzione industriale ad oggi, non diventino "troppo duri" per la sopravvicenza dell'uomo sulla Terra.
due sono le linee seguire:
1. la mitigazione degli impatti
2. le politiche di adattamento
Nel primo caso si parla di come rendere le nostre attività meno impattanti sul clima, quindi in sostanza, di come renderle più leggere in termini di emissioni di gas ad effetto serra. Nel secondo caso ci si preoccupa di come rispondere ai fenomeni meteorologici che derivano dall'innalzamento della temperatura sulla Terra: ad esempio come fronteggiare la desertificazione di alcune aree (tra cui anche il nostro Mediterraneo, e alcune delle nostre regioni meridionali), o come salvaguardare i popoli a rischio carestie o a rischio di innondazioni, o peggio ancora che rischiano di essere sommersi per sempre dall'innalzamento dei mari.

In questi giorni così importanti, e vorremmo tanto sperare "storici", vogliamo lanciare piccoli segnali anche dalla nostra piccola provincia di Varese.
Non crediamo di essere estranei a quello che sta succedendo a Copenaghen, così come non siamo estranei a ciò che sta accadendo nel nostro "piccolo" pianeta. Anche noi infatti possiamo dare un contributo alla creazione di una società a bassa emissione di carbonio.
Come?
Innanzitutto cominciando ad avere comportamenti più sostenibili nei luoghi della nostra vita di tutti i giorni:
- risparmiando energia dentro le nostre case, ristrutturandole secondo criteri di risparmio energetico;
- installando ove possibile impianti a fonti energetiche rinnovabili (pannelli solari termici, fotovoltaici, pompe di calore geotermiche,...)
- utilizzando il meno possibile l'automobile privilegiando i mezzi pubblici e la bicicletta;
- riducendo la produzione di rifiuti;
- alimentandoci con cibi di stagione, prodotti da fieliere corte, servendoci dei GAS (gruppi di acquisto solidali).

Ma non possiamo fermarci a questo:
dobbiamo pretendere che che ci governa e ci amminsistra assuma comportamenti coerenti e attui politiche di risparmio energetico, ristrutturando gli edifici pubblici vecchi, installando impianti a fonti rinnovabili, attuando interventi a favore del minore consumo di suolo agricolo e forestale, garantendo il recupero e riciclaggio di materia da rifiuti.

Dobbiamo essere coerenti con le nostre idee e chiedere che lo sia anche chi ci rappresenta, a Copenaghen come a Varese.

Infine dobbiamo parlarne con più persone possibile, amici, conoscenti, fidanzate, mamme, colleghi...
solo con la conoscenza diffusa potremo rendere le nostre idee reali e concrete:
"se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione" cantava Gaber...chissà che non si possa mangiare la sostenibilità...a Copenaghen, Pechino, New York, Kinshasa,...come a Varese!

Tatiana Galli ha detto...

Uè minga mal!